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JILL MATHIS Opere museali e collettiva

Mercoledì 5 ottobre il Centro Culturale TERESA ORSOLA BUSSA DE ROSSI (Résidence des Artistes – Kalaa Kebira – Tunisia) presenterà presso la MAISON DE LA CULTURE (Palais Royal – Rabat – Maroc) un’esposizione dedicata agli scatti della fotografa americana JILL MATHIS, a cura di Leonida Kovac e Roberto Mastroianni (dal 5 ottobre al 5 novembre 2011).

La procedura del lavoro di Jill Mathis è spesso caratterizzata dall’appropriazione di strategie di produzione dell’immagine inerenti alla cultura visuale consumistica contemporanea. Le sue immagini fotografiche spesso ricordano fotografie pubblicitarie che hanno lo scopo di convincere, diciamo, che la cosa reale sia stata posta di fronte alla lente e documentata. Ma a differenza di fotografie pubblicitarie, il potere performativo del suo Parallel Text si manifesta nella contingenza, in un dubbio che si proietta sulla reale possibilità di veracità. Insieme alla narrativa visuale della fotografia, ogni opera comprende una storia scritta e allegata che riguarda un certo segno linguistico e/o iconografico visibile sulla superficie di quella carta processata in modo foto-chimico e messa in mostra: la fotografia. La forza della storia allegata si manifesta nella capacità di liberare dall’inquadratura. Mettendo in luce la nozione di storicità, ciò toglie significato sia all’immaginario visivo che verbale presenti nell’inquadratura della fotografia (Leonida Kovac).

In contemporanea, si terrà una collettiva di artisti di fama internazionale, fra i quali citiamo: LUCIA NAZZARO, artista torinese già affermatasi nel panorama internazionale, PETAR BARIŠIC, scultore museale croato e VALERIO TEDESCHI, artista italiano presente in collezioni private e museali che, grazie all’originale ricerca di rara qualità tecnica e stilistica sulla materia marmorea, ha acquisito una posizione di rilievo nell’ambito della scultura italiana contemporanea, realizzando diverse opere pubbliche, sia in Italia che all’estero.

In mostra il catalogo di JILL MATHIS, Parallel Text, prodotto dal Centro Culturale Teresa Orsola Bussa de Rossi, con testo critico a cura di Leonida Kovac.

Rodeo 5_Untitled_Jill Mathis_1993-1995_30 x 40 cm_carta baritata - silver argento

“Sensualità” recensione a cura di Alessandro D’Angelo e Gioia Lomasti

Le poesie di Michela  Zanarella, presenti nel libro  ”Sensualità, poesia d’Amore d’Amare“ Sangel Edizioni sono pregne d’affetto e tenerezza; di un amore a volte forte, a volte travolgente e passionale.

Proprio per questo motivo,  l’essenza del suo poetare,  ci rievoca alcuni versi carichi di affetto  presenti in  una poesia senza titolo, dello scrittore  Wolfgang Goethe che così recita: “Io penso a te// quando dal seno del mare il sole sorge//e i suoi raggi dardeggia;//io penso a te//quando al chiarore lunare//l’onda serena biancheggia.//Io penso a te//quando sale la polvere lungo il lontano sentiero,//e nella notte oscura,//quando al passeggero sul ponte//il cuore balza di paura//”. Da tale silloge emerge  costante il pensiero verso l’amata;  emozione che somiglia molto al sentimento d’amore  che la giovane scrittrice Michela Zanarella ci fa rivivere in  modo completo. E’ proprio rileggendo le  sue rime cariche di patos,  che si vivono attimi fuggenti, che ci portano verso ricordi di avvenimenti vissuti  ora in modo sereno, ora in modo ansioso riconducendoci anche  verso quei  momenti di trepidazione e batticuore indimenticabili.

Scorrendo le varie rime, il sentimento d’amore scaturisce prorompente come il sole all’alba; queste sensazioni ci riportano alla sua poesia:  “Un amore che non ha mattino” dove la poetessa così scrive“si spingono nude//il profumo che avrebbero le nuvole.//le mani unite a picco sulla sera//vicino a un paradiso.//L’amore.//In un’ alba interiore//”.

Nei versi della  poesia “Il più poetico Cerchio di Vita“, Michela Zanarella così riporta: “E’ amore che brucia// l’essere per giorni e giorni //affamata delle tue labbra.//”.

Non ci sono parole per  esprimere le sensazioni che scaturiscono da tali versi. La scrittrice, attraverso i suoi sentimenti ci fa  vivere percezioni  particolarmente intense che ci conducono verso forti emozioni già vissute, ma  che vorremmo rivivere quanto prima. L’amore che brucia o che arde, presente nei suoi versi,  si accostano al pensiero del poeta Jacques Prevert:  ”Cet amour”: “Cet amour//

“Si violent//Cet amour//Si fragile//Si tendre//Si désespéré//Cet amour//Beau come le jour//Et mauvais comme le temps//Quand le temps est mauvais//Cet amour si vrai//….”

Bisogna leggere la poesia Linee d’amore sfumate per avere un’dea di quanta passione vibri nell’animo della sensibile poetessa. E’ lei che vorrebbe eternizzare quei momenti magici d’amore, quei momenti indimenticabili carichi di energia pronta a trasformare la tristezza in letizia, le tensioni in serenità, il dolore in gioia.

Sento il desiderio di scrivere ancora per concludere il mio esame sulla  poetica di una scrittrice tanto profonda e concludo la mia disamina riportando versi a me significativi.

“Acque d’emozione che siamo”… Essenziale il tuo calore che mi tocca //per avere tante volte// l’esistenza stessa di una famiglia// di fiamme che esplode. //Sopra la pelle un caos di labbra //passa a cogliere il fiato// di un istante// per non fermarsi al primo universo. //

Recensione a cura di  Alessandro D’Angelo con la collaborazione di Gioia Lomasti

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Redazione PiV
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Michela Zanarella :”Sensualità- poesie d’amore d’amare”



Le poesie d’Amore di Michela Zanarella sono poesie d’Amare, proprio come nel sottotitolo della silloge “Sensualità” si ricorda al lettore degli afflati poetici della giovanissima poetessa.
“Sensualità”, si può considerare il classico libro per San Valentino, da abbinare al rosso delle rose, espressione cromatica dell’amore… e della sofferenza. Lo stile dell’espressione poetica di Michela Zanarella va ricercato nelle sensazioni degli elementi primordiali che regolano la nostra vita. Sensazioni che nella formazione culturale della Zanarella assumono quell’inesauribile vena poetica, sinonimo di archetipo.
Le emozioni, che fin dalle prime poesie ci danno l’incentivo per proseguire nella lettura interpretativa, si scoprono simili a quelle sottaciute per remore arcane. La sensualità che avvolge il lettore, lentamente lo ammalia e lo cattura in vortici d’amorosi sensi, dove l’amplesso rappresenta l’unica via d’uscita all’emozione intensa.

Giuseppe Lorin



Titolo: Sensualità – Poesie d’amore d’amare
Codice: 9788897040163
€ 10,00
http://eshop.sangeledizioni.com/pages/detail_pro.php?idp=56

Siamo tutti mafiosi, dalle parole di Don Ciotti al libro di Pasquale Faseli.

“Com’è possibile che ci sia una tomba in Italia con una ragazza che da 17 anni non ha un nome? Non siamo mafiosi? Ebbene io dico che siamo tutti mafiosi!” così inizia a parlare Don Luigi Ciotti parlando di Rita Atria. Si tratta della storia di una ragazza diciassettenne siciliana vissuta in una famiglia mafiosa con il padre ed il fratello uccisi. Fu infamata dalla famiglia perchè divenne testimone di giustizia.
Dalle parole di Don Ciotti al  titolo  del libro di Pasquale Faseli, “Siamo tutti mafiosi”, Sangel Edizioni.
In una progressione temporale ben definita, scandita in decenni, l’autore riesce a dare una visione convincente della continua evoluzione della mafia.
Faseli parte dagli anni cinquanta, trovandosi in uno stato di giovane incoscienza, quando ancora bambino non capisce perchè nessuno gli dà risposte concrete alle tante domande di  curiosità spontanea.”Durante l’adolescenza non sentii quasi mai parlare della guerra e, quando nell’età adulta ne chiedevo agli anziani, ricevevo solo risposte corte e a volte elusive.” 
Seguendo lo stile di scrittura semplice e limpido dell’autore ci si ritrova a vivere da protagonisti i giochi d’infanzia, le sassaiole, l’ingresso in una nuova casa, il nuovo quartiere, i primi esempi di mafia.
Il lettore si porta dentro il desiderio di scoperta delle varie epoche, dagli anni cinquanta ai giorni nostri, ed arriva a toccare con mano le testimonianze di vita del personaggio chiave del libro.
Gli anni sessanta regalano una sferzata di cambiamenti sociali ed ambientali, l’emigrazione porta a rinverdire le tasche anche dei meno abbienti tanto da migliorare la situazione economica generale.
“Nel giro di pochi anni le mogli di questi poveri, con i marchi che arrivavano dalla Germania, cominciarono prima a comprare lotti di terra edificabili o non edificabili, che tanto era uguale per via dell‟abusivismo, e poi a costruire.”
E la mafia continua ad espandersi a macchia d’olio fino a radicare nelle profondità della terra, della gente, del tempo. “Se la mafia, quella sanguigna, non era in municipio era però nelle case e per le strade. Concordava in casa e ammazzava in strada.” 
Il libro  non parla della mafia che la maggior parte della gente conosce per sentito dire tramite i mass media, radio, tv e giornali. “Siamo tutti mafiosi”  raccoglie testimonianze di vita di un paese siciliano nell’arco di mezzo secolo, per portare alla luce un quadro chiaro e definito della complessa struttura mafiosa del territorio. L’obiettivo di Pasquale Faseli è riuscire a fornire in chi legge quella forbice aguzza indispensabile per estirpare, dalle radici fino alle punte, la “pianta  velenosa e letale” della mafia.
Combattere “la piovra”  è una battaglia che continua in barba al procedere degli anni, è un dilemma a cui però non esiste rimedio, se nessuno tende a  correggere e modificare le proprie realtà individuali.
“Si può riuscire in tutto, basta volerlo, ma ad una condizione, che si voglia una cosa alla volta e si voglia quella cosa soltanto. 
Ecco, forse per questo la mafia riesce sempre in tutto, perché desidera una cosa alla volta.” 
 
Michela Zanarella

copertina sangel 

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